* tutte le citazioni qui sotto sono dichiaratamente frutto di fantasia e non realmente ascrivibili ai personaggi menzionati. Nessuno si sogni di andare dai signori qui sotto a chiedere conto delle loro affermazioni, perchè lo ripetiamo sono tutte inventate. Tutte tranne una.

< Ho capito, ho capito, tra un paio di settimane partiamo e vedrai che per la fine dell’anno la galleria è aperta.> (il responsabile dell’asfaltatura della tangenziale di Morbegno, rivolto al parlamentare Johnny Crosio)

< Mi dice “taglia dentro, taglia dentro”, “scambiala veloce”, “dagliela e poi vai”…Ha un bel dire lui, non ha ancora capito che io c’ho davanti un cazzo di mulo! > (sfogandosi al telefono con la fidanzata, il terzino destro dell’Inter Danilo D’Ambrosio)

< Sali, sali, veloce. Cinquanta vanno benissimo, su, su, sali. > (un automobilista biondiccio e tempestato di lentiggini, sistemandosi con una mano gli occhiali rosso fuoco di Moschino sotto le sopracciglia curate, mentre con l’altra mano apre la portiera del passeggero e trascina di peso gli occhi via dal seggiolone scucito di Masha e Orso agganciato alle cinture di sicurezza del sedile posteriore, qualche centinaio di metri dopo l’uscita di Arosio)

< Anni fa a Medjugorie la Madonna portò una torta in Paradiso per il suo compleanno. > (Paolo Brosio)

E insomma, oggi neanche la Madonna sarebbe stata in grado di far girare dalla nostra parte il derby con il Cosio. La torta se la tenga, siamo più che soddisfatti delle crostate di Ivana.

E’ il giorno del primo derby casalingo della stagione, una domenica di autunno e di colori nitidi. Il verde vivo del campo contrasta fortemente con il giallorosso del Cosio e il bianco lucido delle nostre maglie nuove di zecca, sotto la volta di un cielo azzurro Caran d’Ache: la realtà è ancora capace di superare gli schermi 4K. Il Grosio si schiera con Pota in porta, Jeky-King-Daniele-Roby dietro, Wolly e Claudio a metà, Giors trequartista, Cesco prima punta fiancheggiato da Python e Pane. Dall’altra parte c’è il Cosio, che trasuda desiderio di recuperare punti ed arrampicarsi in una posizione di classifica in linea con le proprie ambizioni. In mezzo l’arbitro, che sfoggia una coda di cavallo a metà tra il pirata e il karateka.

La partita è viva, loro hanno delle ottime individualità e noi tanta voglia di fare: siamo sul pezzo, come si suol dire. Il primo tempo scorre vigoroso e prevedibile come un torrente di montagna senza rapide, si intravede la forza motrice sotto il pelo dell’acqua ma non è che ci siano chissà quali spruzzi. Il Cosio si rende pericoloso un paio di volte, ma Pota è sempre bravo a chiudere la strada in uscita, il Grosio tiene il punto e crea l’unica occasione pulita dei primi quarantacinque minuti: Claudio (oggi monumentale) sradica un pallone a centrocampo e lo suggerisce in profondità per lo scatto di Cesco (come sempre imprendibile), che brucia i difensori ma non ha il killer instinct di toccarsela una volta di più e guadagnare una posizione di tiro migliore, e insomma la tira di prima ad incrociare e la direzione sarebbe anche buona, ma la combinazione di distanza e poca forza del tiro permette a Dolzadelli di bloccare agevolmente. Si va all’intervallo sullo 0-0.

La ripresa inizia nel segno del Grosio e delle zanzare granata Cesco e Pane: sono passati pochi minuti quando combinano ad alto tasso di velocità e tecnica sulla sinistra, a cavallo del lato corto dell’area di rigore, combinano che vederli è uno spettacolo, e l’ultimo passaggio lo fa Cesco a Pane, che dall’interno dell’area di rigore tira di destro ad uscire, la palla andrebbe in porta ma Dolzadelli fa una paratissima ed è calcio d’angolo. Immediatamente replichiamo, sul corner qualcuna delle nostre giraffe (forse Daniele) colpisce di testa basso e angolato: altro miracolo del portiere avversario. Il tema è più o meno questo: il Grosio guida la partita creando gioco ed occasioni, il Cosio rimane nella partita grazie alle parate del proprio portiere e la capacità di rendersi pericoloso in fiammate offensive. Gli ospiti sfiorano il gol verso la mezz’ora, poi nel giro di un paio di minuti c’è il fattaccio: stiamo attaccando sull’asse Cesco-Pane, cioè Cesco ha la palla sulla trequarti sinistra e Pane brucia la difesa sullo stesso lato e Cesco gliela mette e Pane è solissimo davanti a Dolzadelli e tira e segnerebbe, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Poco dopo, gli ospiti lanciano la palla verso metacampo, e il centravanti è oltre l’ultimo difensore di un bel po’ e va verso la palla che uno dei nostri centrali sta per incocciare, partecipando al gioco: Cesari direbbe che da regolamento è fuorigioco, ma il fatto è che l’attaccante tocca la palla solo dopo che l’ha toccata il nostro difensore e l’arbitro ritiene di non fischiare nulla. Si continua sulla destra, dove la loro ala galoppa e la mette in mezzo e arriva uno e segna. Manca poco e assaltiamo all’arma bianca e abbiamo due altre occasioni colossali con Pane (tira forte da dentro area sul primo palo da sinistra) e Python (palla ribaltata da sinistra a destra che indirizza precisa col gambone sul palo di fronte a lui), ma Dolzadelli è bravo e più benedetto di Paolo Brosio e chiude sempre la saracinesca. Finisce uno a zero per loro, e cosa vuoi farci.

< Gli è andata bene, hanno tirato una volta in porta e quel cazzo di portiere ha preso di tutto…> (tifoso sanguigno del Grosio)

< E’ una vittoria da grande squadra, abbiamo sofferto e colpito al momento buono, sfruttando le loro difficoltà sulle ripartenze. > (tifoso analitico del Cosio)

< Durante un’orgia ho sentito una voce e mi sono convertito. > (ancora Paolo Brosio)

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